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01/04/2017 - Sentenza della Corte di giustizia del 7 marzo 2017 - visti - asilo

Il codice comunitario dei visti, di cui al regolamento n. 810/2009, come modificato dal regolamento n. 610/2013, non risulta applicabile all’ipotesi in cui, sulla base dell’articolo 25 del codice in parola, un cittadino di un pase terzo presenti, per motivi umanitari, una domanda di visto con validità territoriale limitata, presso la rappresentanza dello Stato membro di destinazione situata nel territorio di un paese terzo, con l’intenzione di presentare poi, all’arrivo nello Stato membro suddetto, una domanda di protezione internazionale (e, pertanto, allo scopo di poter soggiornare nel detto Stato membro più di 90 giorni su un periodo di 180 giorni): allo stato attuale, secondo i Giudici dell’Unione, la descritta fattispecie rientra infatti unicamente nell’ambito d’applicazione del diritto nazionale. Una diversa opzione comporterebbe tra l’altro, per espressa affermazione della Corte, «che gli Stati membri sarebbero tenuti, sulla base del codice dei visti, a consentire, di fatto, a cittadini di paesi terzi di presentare una domanda di protezione internazionale presso rappresentanze degli Stati membri situate nel territorio di un paese terzo», laddove invece «il codice dei visti non è finalizzato ad armonizzare le normative degli Stati membri relative alla protezione internazionale».

Testo ingrale della sentenza