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01/08/2018 - Sentenza della Corte di giustizia del 25 luglio 2018 - esecuzione mandato di arresto europeo

La Corte UE precisa che l’art. 1, par. 3, della decisione quadro 2002/584/GAI deve essere interpretato nel senso che, qualora l’autorità giudiziaria dell’esecuzione, chiamata a decidere sulla consegna di una persona oggetto di un mandato d’arresto europeo disponga di elementi idonei a dimostrare l’esistenza di un rischio reale di violazione del diritto fondamentale ad un equo processo (art. 47, co. 2, della Carta dei diritti fondamentali), a causa di carenze sistemiche o generalizzate riguardanti l’indipendenza del potere giudiziario dello Stato membro emittente, detta autorità deve verificare in modo concreto e preciso se, alla luce della situazione personale di tale persona, nonché della natura del reato per cui è perseguita e delle circostanze di fatto poste alla base del MAE, e tenuto conto delle informazioni fornite dallo Stato membro emittente, ai sensi dell’art. 15, par. 2, della decisione quadro 2002/584, vi siano motivi seri e comprovati di ritenere che, in caso di consegna a quest’ultimo Stato, detta persona corra un siffatto rischio.

Testo integrale della sentenza

La Corte di Appello di Salerno applica il CAF (Common Assessment Framework) alla propria organizzazione come strumento di miglioramento continuo.

BUONE PRASSI
(best practices)

Ufficio del processo e ragionevole durata: la Banca Dati Digitale Conciliativa (BDDC).