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13/01/2023 - Esami avvocato 2022/2023

La prima prova orale degli esami avvocato della sessione 2022/2023, avrà inizio il 13 febbraio 2023, le convocazioni saranno inviate la prossim... [ Leggi tutto ]

21/12/2022 - Esame avvocato 2022

La Corte di Appello di Firenze, in data 20/12/2022, ha provveduto all’estrazione della lettera dell’alfabeto “U” che determinerà l’ordine di svolgimento delle prove presso la Corte di Appello di Salerno.

La Corte di Appello di Salerno, in data 21/12/2022,  ha provveduto all’estrazione della lettera dell’alfabeto “N” che determinerà l’ordine di svolgimento delle prove presso la Corte di Appello di Lecce.

16/11/2022 - Bando per accedere al Tirocinio Formativo presso gli Uffici della Procura di Vallo della Lucania

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05/10/2022 - Istanze volte ad ottenere le ricevute telematiche di pagamento del contributo unificato e il rimborso del contributo unificato pagato con modalità telematica

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15/09/2022 - Elezioni Politiche 25 settembre 2022 - Linee guida per le operazioni degli uffici elettorali

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News dallo spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia -
a cura dell'Osservatorio www.slsg.unisa.it

01/02/2023 - Sentenza della Corte di giustizia del 31 gennaio 2023 - mandato di arresto europeo - rifiuto

La Grande sezione della Corte di giustizia dichiara che un’autorità giudiziaria dell’esecuzione non può rifiutare l’esecuzione di un MAE basandosi su un motivo di non esecuzione che deriva non già dalla decisione quadro 2002/584, ma unicamente dal diritto dello Stato membro di esecuzione. Tuttavia – aggiunge la Corte – uno Stato membro può applicare una disposizione nazionale che preveda il rifiuto dell’esecuzione di un MAE qualora tale esecuzione comporti una violazione di un diritto fondamentale sancito dal diritto dell’Unione, a condizione che l’ambito di applicazione di tale disposizione non ecceda quello dell’art. 1, par. 3, della decisione quadro 2002/584, come modificata, come interpretato dalla Corte di giustizia dell’Unione europea. A tal proposito l’autorità giudiziaria dell’esecuzione non può verificare se un MAE sia stato emesso da un’autorità giudiziaria che era competente a tal fine e rifiutare l’esecuzione di tale MAE qualora ritenga che così non sia nel caso di specie; inoltre, l’autorità giudiziaria dell’esecuzione chiamata a decidere sulla consegna di una persona oggetto di un MAE non può rifiutarsi di eseguire quest’ultimo per il motivo che tale persona rischia, a seguito della sua consegna allo Stato membro emittente, di essere giudicata da un organo giurisdizionale privo di competenza, a meno che: 1) da un lato, tale autorità giudiziaria disponga di elementi oggettivi, attendibili, precisi e opportunamente aggiornati idonei a dimostrare l’esistenza di carenze sistemiche o generalizzate del funzionamento del sistema giudiziario dello Stato membro emittente o di carenze che pregiudichino la tutela giurisdizionale di un gruppo oggettivamente identificabile di persone del quale faccia parte la persona interessata, tenuto conto del requisito di un giudice precostituito per legge (art. 47 Carta dei diritti fondamentali), e 2) dall’altro lato, detta autorità giudiziaria constati che sussistono, nelle particolari circostanze della causa in esame, motivi seri e comprovati di ritenere che, tenuto conto, in particolare, degli elementi forniti dalla persona oggetto di tale MAE, l’organo giurisdizionale chiamato a conoscere del procedimento di cui sarà oggetto tale persona sia, manifestamente, privo di competenza a tal fine.

Testo integrale della sentenza

01/02/2023 - Sentenza della Corte di giustizia del 12 gennaio 2023 - trasferimenti Dublino

Chiamata a interpretare gli articoli 23 e 29 del cd. Regolamento Dublino III, la Corte ha chiarito che la scadenza del termine semestrale utile al trasferimento del soggetto interessato, applicabile alla procedura pendente tra lo Stato membro richiesto ed il primo Stato membro richiedente, valga a fissare la competenza per l’esame della domanda di protezione internazionale in capo allo Stato membro richiedente, anche se nel frattempo il soggetto interessato abbia presentato, in un terzo Stato membro, una nuova domanda di protezione internazionale, che abbia portato all’accoglimento, da parte dello Stato membro richiesto, di una richiesta di ripresa in carico presentata da tale terzo Stato membro; tanto purché detta competenza non sia stata trasferita a quest’ultimo Stato a motivo della scadenza di uno dei termini previsti in tale articolo 23. A seguito di un trasferimento di competenza ai sensi di quanto sopra, lo Stato membro in cui si trovi l’interessato non può procedere al suo trasferimento verso uno Stato membro diverso da quello di nuova competenza, ma può, invece, nel rispetto dei termini previsti al secondo paragrafo del richiamato art. 23, presentare a quest’ultimo Stato una richiesta di ripresa in carico. Nell’occasione, i Giudici di Lussemburgo hanno sancito anche che, in forza dell’’articolo 27, par. 1, del regolamento stesso, letto alla luce del considerando n. 19, nonché dell’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, il soggetto che abbia presentato una domanda di protezione internazionale successivamente in tre Stati membri debba poter disporre, nel terzo di tali Stati membri, di un mezzo di ricorso effettivo e rapido, che gli consenta di far valere la circostanza che la competenza ad esaminare la sua domanda sia stata trasferita, a motivo della scadenza del termine di trasferimento, verso il secondo dei detti Stati membri.

Testo integrale della sentenza

02/01/2023 - Sentenza della Corte di giustizia del 22 dicembre 2022 - art. 1 regolamento 1215/2012

La nozione di «materia civile e commerciale», ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE) n.
1215/2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in
materia civile e commerciale, non include l’azione di un’autorità pubblica di uno Stato membro nei
confronti di società stabilite in un altro Stato membro diretta a far accertare, sanzionare e cessare pratiche
restrittive della concorrenza nei confronti di fornitori stabiliti nel primo Stato membro, allorché detta
autorità pubblica eserciti poteri di agire in giudizio oppure poteri d’indagine che esorbitano rispetto alle
norme di diritto comune applicabili ai rapporti tra privati.

Testo integrale della sentenza

La Corte di Appello di Salerno applica il CAF (Common Assessment Framework) alla propria organizzazione come strumento di miglioramento continuo.

La Corte di Appello di Salerno, primo ufficio giudiziario europeo, a seguito della autovalutazione del GAV (Gruppo di autovalutazione) coordinata da Raffaele Mea, ha conseguito la certificazione europea di qualità e la "Label" di Effective Caf User da parte di EIPA (Istituto Europeo della Pubblica Amministrazione), EUPAN (European Public Administration Network) e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Funzione Pubblica.

BUONE PRASSI
(best practices)

Ufficio del processo e ragionevole durata: la Banca Dati Digitale Conciliativa (BDDC).