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03/01/2021 - Sentenza della Corte di giustizia del 17 dicembre 2020 - cittadinanza europea - estradizione

La Grande Sezione ha dichiarato che il disposto degli articoli 18 e 21 TFUE risulti applicabile anche alla situazione di un cittadino dell’Unione europea, che abbia la cittadinanza di uno Stato membro, soggiorni nel territorio di un altro Stato membro e sia oggetto di una domanda di estradizione rivolta da uno Stato terzo allo Stato di residenza, anche qualora il soggetto interessato abbia ivi trasferito il centro dei propri interessi in un momento in cui non godeva ancora dello status di cittadino dell’Unione. La corretta interpretazione delle norme sopra richiamate non richiede, secondo la Corte, che i suddetti Stati membri (quello richiesto e quello “di cittadinanza” informato da quello richiesto) siano tenuti a richiedere allo Stato terzo di trasmettere una copia del fascicolo penale allo scopo di consentire allo Stato membro di a cittadinanza di valutare la possibilità di esercitare esso stesso l’azione penale nei confronti di del soggetto interessato. Purché abbia debitamente informato lo Stato membro “di cittadinanza” dell’esistenza della domanda di estradizione, di tutti gli elementi di diritto e di fatto comunicati dallo Stato terzo richiedente nell’ambito di tale domanda nonché di ogni cambiamento della situazione in cui la persona reclamata si trovi, e che sia quindi rilevante ai fini di un’eventuale emissione di un mandato d’arresto europeo nei suoi confronti, lo Stato membro richiesto può estradare detta persona senza essere tenuto ad attendere che lo Stato membro di cui il soggetto abbia la cittadinanza rinunci, con una decisione formale, all’emissione del suddetto mandato d’arresto, riguardante quantomeno i medesimi fatti menzionati nella richiesta di estradizione, se quest’ultimo Stato membro si astenga dal procedere alla summenzionata emissione entro un termine ragionevole che gli sia stato accordato a tal fine dallo Stato membro richiesto, tenendo conto di tutte le circostanze del caso di specie. In circostanze quali quelle sopra esposte, inoltre, come chiarito dalla Grande Sezione, lo Stato membro richiesto non è tenuto a rifiutare l’estradizione e ad esercitare esso stesso l’azione penale, allorché il suo diritto nazionale glielo consenta.

Testo integrale della sentenza

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